Se la prima parte della nostra inchiesta ha squarciato il velo sullo sfruttamento, ora entriamo nella fase calda. Il 31 maggio 2026 non è solo una data sul calendario: è il termine ultimo del CCNL. In queste ore, nelle stanze del potere, si decidono i destini di 100.000 lavoratori.
I 3 Pilastri della Riforma (Ddl Balboni e altri)
Non si parla più solo di spiccioli in busta paga, ma di una rivoluzione strutturale:
- L’Albo Nazionale (Ddl 902): Istituire un registro professionale significa che non chiunque potrà fare la GPG. Più requisiti, più formazione, ma soprattutto più forza contrattuale.
- Il Riconoscimento del Lavoro Usurante: È la battaglia delle battaglie. Riconoscere che il servizio armato e i turni notturni logorano il fisico permetterebbe finalmente l’accesso anticipato alla pensione.
- La Fine del Caos “Fiduciari”: La riforma vuole separare nettamente le GPG dai servizi fiduciari non armati. Basta usare il personale non armato per mansioni che spettano a chi rischia la vita con una divisa.
Il Rischio: Una Riforma a metà?
Il timore nei corridoi è che la non retroattività della riforma (per tutelare chi è già in servizio) possa creare lavoratori di serie A e serie B. Mentre le trattative avanzano, il “dumping contrattuale” resta lo spettro che agita le notti delle guardie italiane.
La denuncia di Dossier Italia
Non fatevi abbagliare dai titoli. La professionalizzazione è un’arma a doppio taglio: se aumentano i requisiti ma non i minimi tabellari, avremo professionisti poveri. Dossier Italia non smetterà di monitorare ogni singolo incontro sindacale fino al 31 maggio. La sicurezza sussidiaria è un pilastro dello Stato, ma lo Stato non può trattare i suoi pilastri come materiale di scarto.
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