Mirino su Putin: il drone ucraino che ha sfidato la residenza dello Zar

Nel cuore della Russia, dove i boschi di betulle si fanno più fitti, la guerra ha sfiorato uno dei luoghi più protetti del pianeta: la residenza di Vladimir Putin. Le immagini rilasciate dal Ministero della Difesa russo mostrano un drone ucraino adagiato sulla neve, a pochi passi da uno dei centri del potere dello “Zar”. Colpito alla coda, il velivolo è rimasto quasi intatto, portando con sé un carico di sei chili di esplosivo che, per un soffio, non è esploso.

Un attacco al simbolo del potere Quello denunciato da Mosca non è stato un incidente, ma un’operazione su vasta scala. Ben 91 droni hanno solcato i cieli russi in un’azione coordinata che, secondo il generale Romanenkov, puntava dritto alla residenza presidenziale a Novgorod. Un attacco che la Russia definisce “terroristico” e “pianificato nei minimi dettagli”, teso a colpire il simbolo stesso del comando russo.

Il duello delle verità Mentre il Cremlino esibisce i rottami del Chaklun-B per dimostrare la minaccia diretta al leader, l’Europa risponde con fermezza. Kaja Kallas (UE) bolla la notizia come propaganda: un tentativo di Mosca di passare da aggressore a vittima per sabotare i negoziati di pace.

Nonostante le ombre sulla residenza, Putin ha risposto ai suoi soldati con un messaggio di sfida, ribadendo la certezza della vittoria finale. Resta però il brivido di un conflitto che, dal fronte ucraino, ha trovato il modo di puntare la bussola verso i giardini segreti del leader russo.

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