Invisibili con la divisa: il grido delle Guardie Giurate che l’Italia ignora

Portano una divisa, maneggiano un’arma, rischiano la vita per proteggere banche, ospedali e negozi, ma per lo Stato italiano sono quasi dei fantasmi. Nel marzo 2026, la situazione delle Guardie Particolari Giurate (GPG) è arrivata al punto di non ritorno.

Siamo stanchi di vedere professionisti della sicurezza trattati come “portieri” con la pistola, costretti a turni massacranti di 12 ore per uno stipendio che a stento copre l’affitto e la spesa. Dossier Italia oggi scende in campo al vostro fianco.

Troppe responsabilità, zero tutele

Mentre il Paese discute di sicurezza nazionale, chi sta davvero in prima linea?

  • Turni infiniti: Spesso chiamati a coprire buchi di organico senza riposi adeguati, mettendo a rischio la propria lucidità e sicurezza.
  • Rischi reali, qualifiche finte: Una GPG affronta pericoli da poliziotto, ma senza avere le stesse tutele legali o previdenziali in caso di infortunio.
  • Dimenticati dalle istituzioni: Le leggi che regolano il settore sono vecchie e superate. Serve una Riforma della Sicurezza Privata che riconosca finalmente il valore di chi vigila mentre gli altri dormono.

Una riforma che non può più aspettare

Non servono pacche sulle spalle o promesse elettorali. Serve una legge che dica chiaramente: la Guardia Giurata è un professionista della sicurezza. Oggi, con l’inflazione e il caro vita che morde, non è più accettabile che chi protegge i beni degli altri non riesca a proteggere il futuro della propria famiglia.

Dossier Italia è la vostra voce

Noi di Dossier Italia abbiamo deciso di rompere il silenzio. Non siete soli. Porteremo questa battaglia nei gruppi, nelle piazze digitali e all’attenzione di chi decide. È ora che l’Italia si tolga il cappello davanti a chi indossa questa divisa con onore, nonostante tutto.

Vogliamo sapere la tua storia: Scrivici nei commenti o in privato su Instagram. La tua testimonianza sarà il motore del cambiamento.

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